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l'AlterBlog di Andrea Bolfi

Tag: Rudi Biancardi

Una carezza violenta Il mio romanzo autobiografico

Una carezza violenta

Una carezza violenta è il mio romanzo autobiografico, scritto nel 2013, durante un periodo di calo lavorativo, che per circa un anno, mi costrinse a casa per tre giorni alla settimana per un anno, con la formula del contratto di solidarietà. In questo senso il disagio prese forma liquida e la rabbia mista all’ansia si catalizzò in parola scritta che si tramutò così in scrittura – terapia. Mi ero limitato fin lì alla scrittura di qualche piccolo racconto, comunque mai nulla di significativo. Nel frattempo restavo così legato alla poesia che mai ho abbandonato. Con buon tempo a disposizione ho potuto raccontare certi episodi della mia vita molto controversa, (e se non si legge non si può capire quanto). Non è mai facile partire dal foglio bianco, ma sapevo che era necessario partire dalla mia città: Genova. Il protagonista scritto in prima persona sono io con lo pseudonimo di Stefan Eluard. Quasi inutile l’accenno al poeta francese Paul nato a Saint-Denis nel 1895. Il protagonista è raccontato nei dettagli della sua inettitudine: il flipper e la cirulla nel circolo, vi apparirà come un violento disadattato, incapace di gestire un matrimonio, un lavoro. E’ un folle, un aggressivo violento, uno che non ti dà la precedenza, un tifoso “cattivo”, ama il rock fa lo speaker e il DJ. Ama tutte le donne che incontra. Dopo l’ennesimo avvenimento negativo troverà una risposta alle sue crisi nel teatro e nella performance-poesia letta a voce alta. Scopriremo però che vuole migliorarsi, allora combatte partendo dal fondo, la sua storia vuole raccontare noi stessi, partendo dalle cause, senza accettare le verità dei talk show, vuole andare a fondo delle crisi personali. Stefan è un poeta di strada e si migliora.

La fantastica cover del libro è di Paolino Bacino è tratta dal portfolio “Cemento armato”

E’ possibilmente la storia di tutti; egli siamo noi oggi! Sentitevi chiamati in causa…

“Perché siete per sempre coinvolti”    cit. Fabrizio De Andrè La canzone del maggio

NO! Alla violenza

Il romanzo è un urlo contro la violenza sulla donna, anche se parte dal punto di vista opposto, cioè da chi realizza la violenza. Il mio lavoro è stato analizzarmi; guardare dentro l’uomo per cercare le cause che portano alla violenza, a tutte quelle carezze violente che comunque colmano le nostre giornate. Probabilmente anche nelle vostre case.

No alla violenza. Il tratto inconfondibile è del pittore Angel Moreno

Il G8 a Genova

In ogni capitolo ho proposto emozioni vere, riprendendo anche alcuni avvenimenti dei nostri tempi, non del tutto chiariti come il G8 a Genova, la violenza sulle donne, il gioco patologico, la difficoltà che hanno le persone a gestire la frustrazione dovuta a lunghi periodi senza lavoro e senza motivazioni, l’esagerata flessibilità lavorativa che porta all’annullamento dell’individuo. Ho creato anche storie subordinate che raccontano di me con avvenimenti che ho subito sulla mia pelle, altro che tatuaggi. Questo climax vi trasmetterà emozioni forti e intense e spero che alimenterà nuovi dubbi.

Genova vista dal porto

Il romanzo poesia

Da subito si noterà che il romanzo segue il tempo di un programma radiofonico, definendo chiaramente la colonna sonora per ogni situazione. Il libro è infatti accompagnato da una playlist musicale di ampio respiro. E la poesia? Non potevo certo non leggerla…, così il racconto si snoda con letture dal vivo, nei quali Stefan racconta un’altra parte della sua vita, come se fosse la sua personale performance.

La sensualità, l’erotismo…

Il romanzo è ricco di sfumature e avventure a portata di labbra. E non aggiungerò altro, perché sarei troppo di parte, spero soltanto di aver creato buone aspettative.

Le sensualità incise di Rudi Biancardi

Progetti

Molti lettori mi chiedono a gran voce che Stefan Eluard possa ritornare a raccontare i suoi incubi e non è detto che là fuori un giorno possiate incontrarlo e fare a botte con lui o magari diventare il suo miglior amico.

 

Vi propongo alcuni estratti e recensioni da autorevoli blog culturali. 

Crisalide, di Giovanni Garufi Bozzahttp://giovannigarufibozza.it/blog/tag/andrea-bolfi/


…  Un romanzo straordinario, del quale ho centellinato la lettura per potermelo godere appieno. Un mix di prosa e poesia davvero vincente. E non è un semplice accostamento di prosa e poesia, una mera alternanza, è una vera e propria miscellanea, dove i tuoi generi si fondono e confondono, creando uno stile e una costruzione sintattica che ho amato.
Andrea Bolfi alias Stefan Eluard ci porta sulla strada, come poeta, tra difficoltà e mal di vivere, tra arresti violenti e narrazioni nelle intimità del G8, molto apprezzate. E’ un cambio continuo di immagine, ordinato e apprezzabile, con uno stile aulico, semplice e moderno al contempo.
Ma voglio qui soffermarmi su un punto particolare del romanzo, quello che mi ha coinvolto e per certi versi sedotto: l’erotismo, che si alterna nelle narrazioni, si incastona alla perfezione, in un crescendo eccezionale. Scrive Bolfi nella postfazione:  anche l’erotismo sfocia nel pornografico, abbandonandosi nell’emozione pura. Non credergli, è in buona parte una cazzata o, se vuoi, è vero solo a metà. Non sfocia assolutamente nel pornografico, è un’incredibile orgia di sensazioni, metafore, immagini. E’ vero erotismo, e ancora devo trovare un testo che regga il confronto con lo stile di Andrea. E’ riuscito a inserire la poesia nell’Eros, si nota un lungo lavorio di scelta delle parole, di costruzioni di periodi. Questa è la sua carta vincente. In barba ai tanti scritti porno disponibili on line, anticamera del ciarpame. …

Di Francesca Bellola: https://alpifashionmagazine.com/journal/carezza-violenta-romanzo-andrea-bolfi/

… La vera chicca del romanzo, infatti, è quella di aver unito, con leggerezza e stile, la narrativa alle poesie. E’ un modo originale e personale per riportare i lettori, soprattutto i giovani, ad amare la prosa leggendo una storia avvincente scritta in maniera semplice e non banale. L’aggressività e l’irosità quasi patologica del protagonista, lo porteranno al fallimento del suo matrimonio e alla perdita del lavoro. Inizialmente Stefan non si rende conto della nuova realtà e pensa di utilizzare il tempo a propria disposizione, giornate intere, divertendosi ai tavoli da gioco oppure a bere al bar con gli amici combinando guai periodicamente. Col passare del tempo aumenta quel senso di inadeguatezza che lo spinge a diventare sempre più vulnerabile. Si trova coinvolto, suo malgrado, in un processo per aver fumato degli spinelli. Siamo negli anni Ottanta quando la legge non poneva distinzioni tra l’uso personale e le massicce quantità di spaccio degli stupefacenti. Stefan non si fa mancare nulla, nell’estate del 2001 vive sulla propria pelle l’estremismo esasperato del G8 a Genova. Una carezza violenta si riferisce anche allo schiaffo dato dal protagonista alla moglie nella fase ormai del disinnamoramento. Un gesto forte che fa riflettere sulla violenza contro le donne. Ogni storia è accompagnata da memorabili brani musicali.
L’erotismo, descritto in modo autentico e passionale, emana un profumo fluido quasi palpabile, creando una sinergia con il lettore. Le crisi di Stefan trovano delle risposte positive a teatro e nelle performaces, leggendo le sue poesie a voce alta. Ma non sveliamo tutto il racconto. L’autore, trovandosi disoccupato per un certo periodo, ha tramutato la sua disperazione e il senso di inutilità nella scrittura che è sfociata in questa opera prima. “Il poeta di strada”, come ama definirsi, ha raccontando le sue esperienze trasformandole in un lavoro di psicoterapia.
Un bel viaggio viaggio onirico nella forma più bella e melodiosa della lettura….

La sensualità disegnata da Angel Moreno rappresenta la “Brunella” del mio romanzo

Dietro la Lavagna di Rudy Biancardi

Le grandi farfalle monarca portano in alto  l’entusiasmo solare delle migliori giornate

Rudy Biancardi:
le dita per suonare e per incidere

Rudy e’ un artista completo, delicato e espressivo come le opere che inventa e crea con le sue dita.

I suoi mondi appartengono all’assoluta eccellenza creativa. Il suo foglio e’ duro come la pietra di Lavagna sulla quale incide e interpreta a pieno l’intensita’ della “nostra” Terra quella del popolo genovese.

 

Panorama dall’atelier, dal quale si scorge la Peña alta 430 mt sopra il paese di Bernal

Ho conosciuto “maestro” Rudy nel suo atelier, in una zona che ai piu’ potrebbe sembrare l’ombelico del mondo. Siamo in paesino senza tempo nel cuore dello stato di Querétaro (en el pueblo mágico di Bernal), nel Messico pre-ispanico e coloniale, lontano dal grande turismo di massa. A pochi metri di distanza uno dei piu’ grandi monoliti della Terra. La Peña: un luogo assoluto e ancestrale, ricchissimo di richiami primitivi, antico di 180 milioni di anni formatosi durante il giurassico, ma anche moderni se e’ riuscita ad ispirare (con altri monoliti famosi), la sceneggiatura madre di: “Incontri ravvicinati del terzo tipo”.

Ricordate le persone ossessionate dalla montagna, che continuamente disegnavano ovunque il luogo del contatto?

Rudy Biancardi e’ nato a Genova (la mágica San Fruttuoso) nel Marzo ’52. Sin da giovanissimo si dedica all’arte e partecipa a diverse manifestazioni musicali, nazionali ed internazionali. Infatti Rudy e’ anche un famoso cantautore e potete trovare molto della sua música in internet. Partecipo’ alla finale del Festivalbar ´89. Ha all’attivo ben 5 dischi tutti ascoltabili dall’inizio alla fine.

Una bella rappresentazione dell’ultima cena. I 12 sono frastornati, stupiti, disallineati nel colore tavolta sbagliato della vita, non immaginano il loro destino. Non appartengono ancora al disegno prospettico. Lentamente e con difficolta’ raggiungeranno la sacralita’ bianca e assoluta dello Spirito Santo

L’ardesia e l’opera

e’ tanto semplice quanto netta e complessa, ma la mano di Rudi Biancardi sa “plasmarla” con la sua incisione, nei suoi chiaroscuri, ferma e precisa. Ogni errore rende vana la lavorazione. La pietra di Lavagna (localita’ vicino a Chiavari GE) e’ la tavoletta dove egli allinea il suo sogno. La famosa ardesia, ed eccoci fortemente e nuovamente al richiamo fortissimo dell’elemento pietra (la peña); che cosi fortemente ci accomuna terrestri da levante a ponente.

Nell’immagine di seguito riportata un abbraccio che ne suggella la dichiarazione.

Chi e’ il diverso? Se siamo uno!

Tutta l’opera e’ influenzata dalla simbología precolombiana, che qui assume un livello altissimo d’ispirazione ed eccellenza.

La scultura

Nel mondo di Rudy prende forma anche la scultura, mai banale, viva, definita ed essenziale.

Il caracol di pietra bianca, trasmette magia

 

Da sempre l’uomo costruisce volti a sua somiglianza, le grandi teste degli Olmechi, le gigantesche dell’Isola di Pasqua: misteri affascinanti. Ma forse e’ proprio l’uomo il mistero piu’ grande e Rudy lo sa

Rudy Biancardi dopo un concertó

Il pensatore ispirato dai grandi dilemmi della vita. Non possiamo sapere quale sara’ la decisione. Noi vediamo l’Uomo.

Cosa guardiamo in questa immagine molto ispirata? I gozzi? Uno splendido profilo di donna sull’arena? No le reti! Vere protagoniste della scena di Rudy. Indispensabili e assolutamente non marginali, vivono avvolgendosi, mai disordinate, come le curve della donna.

 

Si sa che ogni lupo predilige il branco. Ma ogni lupo ulula alla sua luna.

Ogni foto e’ di gentile concessione dell’autore. Testi e improvvisazione critica Andrea Bolfi

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