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Costruire Cultura

l'AlterBlog di Andrea Bolfi

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Non puoi perderti Guanajato, perla coloniale del Mexico

La cittá di Guanajato

Guanajuato è la capitale dell’omonimo stato del Messico centrale. Si trova 370 km a N-O di Cittá del Messico a 2.000 m s.l.m., é a circa 2 ore da Santiago di Queretaro.

Un’incredibile panorámica sulla cittá dal “Pipila”

Tra le prime popolazioni native dell’area vi erano i Cicimechi, che opposero una dura resistenza ai primi conquistadores spagnoli. Il nome attuale “Guanajuato” viene dalla parola tarasca “Quanax-juato”, che significa “posto delle rane”.

L’argento

Qui l’attività mineraria iniziò ben prima dell’arrivo degli spagnoli, infatti nel tardo periodo preispanico, gli Aztechi già estraevano in quest’area metalli preziosi per la realizzazione di ricchi oggetti ornamentali della loro élite politica e religiosa. La città infatti è sorta in una valle ricchissima di miniere d’argento. La città e le vicine miniere sono state incluse tra i patrimoni dell’umanitá nel 1998.

Io ho visitato Mineral de Pozos, immergendomi nella miniera e vi assicuro che é uno dei luoghi piú magici che abbia mai visto.

Il centro storico e il Callejon del beso

Baciatevi in piedi!

Il centro storico offre ancora un’affascinante atmosfera coloniale con le vivide policromie dei numerosi palazzi, chiese e piazze. Dove potrete perdervi, passeggiando all’infinito salendo e discendendo le calle sotto il sole caliente del pomeriggio, o come mi é successo sotto un violento temporale estivo. Da non perderé la salita al monumento del Pipila, una statua posta su una collina che offre una magnifica e imperdibile vista sulla cittá. Fermatevi nella Piazza principale davanti al teatro e godetevi una fajtas de Arrachera al riparo dal sole sotto i grandi alberi squadrati. (vedi foto teatro in basso)

Baciatevi in piedi!!!

Ricordatevi che ci si puó baciare soltanto nei pressi del “Callejon del beso”: il carruggio legato ad una bellissima e malinconica storia d’amore tra due amanti vicini di balcone.

 

 

La cittá ospita una famosa universitá

La Guerra d’indipendenza e Michel Hidalgo

Guanajuato venne fondata nel 1554, ha una notevole importanza storica nell’ambito della Guerra di indipendenza del Messico, avendo avuto luogo in questa città la prima battaglia tra gli insorti indipendentisti e i sostenitori della corona spagnola. Nel 1810, un sacerdote cattolico, Miguel Hidalgo, pronunciò proprio a Guanajuato quello che oggi è noto come il “Grito de Dolores”, ordinando di far suonare le campane della chiesa e di porre fine a 300 anni di dominazione spagnola.

El Cervantino

Ogni anno in ottobre la città ospita uno dei festival culturali più famosi del Messico, il Festival Internazionale Cervantino in onore dello scrittore Miguel de Cervantes, che riunisce artisti e musicisti da tutto il mondo. “El Cervantino”, come viene solitamente chiamato, include un’ampia gamma di generi, come l’opera, la danza contemporanea, il teatro, le arti visive, il cinema, la letteratura e la multimedialità, ma ospita anche una grande varietà di laboratori, mostre e conferenze.

Don Chisciotte e il mitico scudiero Sancho Panza

Le gallerie

La città venne originariamente costruita sopra al fiume che fluiva nelle gallerie sotto al paese. Dopo anni passati a ricostruire edifici invasi dalle inondazioni, a metà del XX secolo, gli ingegneri costruirono una diga redirigendo il fiume nelle caverne sotterranee. I tunnel vennero illuminati e pavimentati con ciottoli per favorire il traffico automobilistico, e questa rete di strade sotterranee permette il passaggio anche al giorno d’oggi della maggior parte delle auto. È una delle caratteristiche principali della città, dove certamente vi perderete, quindi usufruite dei numerosi parcheggi (estacionamento) e proseguite a piedi.

Las mumias

Nelle catacombe del Panteón ad ovest della città si trova un cimitero divenuto famoso per le sue mummie naturali. Circa l’1% dei corpi ha ricevuto una naturale mummificazione. Alla fine del 1.800 la città istituì una “tassa di sepoltura” per le famiglie dei morti. Se qualche famiglia indigente non era in grado di pagare, i loro parenti venivano disseppelliti ed esposti. Nulla di particolarmente datato o antico, ma sicuramente suggestivo.

Frida e Diego

Nel centro troverete la casa museo Dove é nato l’illustre pittore Diego Rivera, anche sposo dell’intramontabile Frida Kalo. Vi consiglio il bellissimo film “Frida”.

Il teatro nella bella Piazza centrale

Nell’ultima settimana di luglio Guanajuato e San Miguel de Allende (alla cittá ho dedicato un articolo specifico)  ospitano l’Expresion en Corto International Film Fest, il più grande festival cinematográfico del Messico e tra i più famosi dell’intera America Latina.

(mi sono ispirato a Wikipedia per le nozioni storiche, immagini e testi sono a cura del sottoscritto)

Nizar Ali Badr – L’arte per la Pace! In mostra a Torino presso la galleria Arte Cittá Amica

NIzar Ali Badr

Nizar Ali Badr, Jabl safoon, é nato nel 1964 a Bainada;

Nizar Ali

un villaggio della Lattakia in Siria, ormai distrutto dalla guerra. Egli dice di sé: “Non ho mai imparato l’arte che é stata trovata nella mia genética dagli slavi ugaritici. Nessuno puó spiegare come é stata creata in me”.

Scultore conosciuto a livello internazionale, egli lavora la pietra della sua terra, in particolare del monte Safoon. Molte delle sue opere sono ispirate dalla guerra in Siria e ne “narrano” le atrocitá. Attraverso di esse si “ascoltano” le grida della gente povera e disperata e l’urlo dell’artista che riecheggia nel mondo. Sono pietre che assemblate umilmente, raccolgono l’amarezza della cruda realtá della guerra.

La storia della guerra si legge nelle sue sculture.

Una storia fatta di tristezza, di pianto, di grida, di sangue, ma anche di danze, di gioia e di molta speranza. L’artista raccogliendo questi piccoli ciottoli, pezzi di una terra decomposta sembra voler ricomporre una Siria oggi distrutta, quell’antico paese che fu di Alessandro Magno e rappresentó la culla della civiltá mediterránea. Nelle sue opere ci sono madri e padri che piangono i loro figli morti in questa ignobile guerra; bambini che sperano di tornare a giocare liberi. In queste opere é rappresentato l’esodo di un popolo nella faticosa ricerca della pace.

L’esodo, la fuga del popolo siriano. Per noi solo migranti?

Nizar Ali Badr ama stare con i poveri e la sua piú grande speranza é di “restituire il sorriso ai bambini”.

Uomo di pace, Nizar, ha ricevuto il riconoscimento per la diffusione della cultura e dello spirito di tolleranza, dal Centro Culturale Internazionale in Germania.

Né a lui, né alle sue opere é autorizzata l’uscita dalla Siria, pertanto non ha mai potuto partecipare alle sue mostre fotografiche in onore della sua arte. Egli soffre a causa di questa subdola censura. Le sue opere sono state esposte, in foto, in diversi paesi dell’Unione Europea, e per la prima volta in Italia, a Torino presso la Galleria Arte Cittá Amica l’11 Maggio 2018.

Un’opera decisamente forte, nella sua semplicitá. Si notino i piedi legati indissolubilmente. La ferita e quel filo spinato non ci ricorda Qualcuno?

Nizar ali chiede la pace e la libertá per sé e la sua gente!

Uniamoci a lui nell’abbraccio della Pace!!!
Da Torino all’America Latina.
Le foto sono per gentile concessione dell'autore e il testo é tratto dalla biografia di Nizar, a cura di Imma Schiena - Costruirecultura si adopera per la diffusione della pace e la buona convivenza tra i popoli e l'abbattimento di frontiere e confini. 

 

 

 

 

Giá mi colpisce l’artista per il suo modo di assemblare la pietra. E’ un’arte asciutta che arriva al cuore di chi la guarda, ricorda noi da bambini quando si assemblano i ciottoli sulla spiaggia di Voltri.

 

 

 

 

 

 

 

Ricorda in qualche modo la mia poesía scritta l’anno scorso dopo aver ascoltato un sacerdote di Aleppo, che in visita a Torino aveva urlato il suo disappunto verso i governi, rei di muoversi soltanto con le parole. Anche il mio vuole essere un urlo contro la nostra agiata sopravvivenza e i nostri pensieri di chiusura.

Aleppo

L’antico suq è in fiamme adesso
S’alzano fumi delle granate
Tra le cupole di moschee devastate
Crollano marmi di preghiera
E’ un sipario di morte
Fiori non colti di speranze danneggiate
Amori mai nati carezze mancate
Lezioni di storia non compresa
Luci spente di canti senza gioia
L’anima è nuda una pioggia acida m’avvolge
Non più vestita di sogni
Smarrendo anche le stelle
Il randagio trascina visi di polvere e sangue che prima chiamava famiglia
Non ho facili soluzioni né parole di pietà
Né voglio trattenere i miei passi nel perimetro di sconforto
Ci hanno inoculato un distillato di paure senza fine
Hanno detto a tutti che la festa è qui
Ma si divertono solo loro
Intanto il mondo fugge
Fugge da Aleppo
Crepa in mare
Ieri culla e oggi bara della civiltà
Che unita in nome della fratellanza erige nuovi muri

a.b.


 


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Si ringrazia la curatrice della mostra Imma Schiena e la Gallleria Arte Cittá Amica Presidente Raffaella Spada per la disponibilitá.

Una lacrima di poesía per non perdere il buon senso della misura umana

La poesia salverá il mondo!

Certo! Non puó che essere cosí! Una lacrima di poesía per non perdere il buon senso della misura umana.

La poesia ci salva, é l’altrove del mondo nel quale ci rifugiamo noi poeti per salvare l’onore dell’uomo, ricondurlo alla sua bellezza immortale, privándolo delle fatiche di innaturali giornate di lavoro che altro non servono a renderlo insensato e assetato di denari da spendere voracemente, quanto piú inutimente possibile.

Lasciatevi avvolgere dai versi senza pretendere, Vi prego, una comprensione diretta e a tutti i costi. Gustate ogni parola, questa sará preziosa tanto piú lo vorrete; assorbite ogni verso con pazienza, fate scorrere il ritmo e abbandonatevi. E’ quello che fareste ascoltando un brano strumentale.

 

Una bimba di Bernal. Stato di Querétaro Mexico

Indicazione per locale very hot a Dublino

 

Cartoline – Postcard –

Il fascino infinito e nascosto di una giovane yemenita

Sono come sospiri del tormento
Diluvi di respiro, lacrime di sposa
Geometrie d’universo un po’ inferno
Malva nel vento fradicio di vita

Il tifone a Plaja Santa Lucia – Cuba

Un surfista che non ti aspetti – Costa Smeralda Sardegna Italy

Come ho potuto perderti?
Durante un solitario gioco d’amore

Il lato oscuro del Natale

Una nonna di Riomaggiore – Italy

 

 

 

 

 

 

 

Palazzo reale di Sabbioneta Mantova – Italy

Vesto un volto di rughe
Solo imperfetto presente
Mi lascia sciami d’illusione
Un miraggio di luce tra le gambe

Panorama Germania (confine Polonia)

Riporto alla luce le ferite di sconvolti padri
Ormai spenti nella brace
Solo nel sogno sappi che soffro
Come zingare bambine perdute

Un particolare gioco di immagini e colori notturni B/N

Ti desidero per il sogno che rappresenti
Debole da salvare eroe da inseguire
Brina di luna
La mia performance migliore
Quella senza parole

Ad immagine e somiglianza di di Dio. Gli occhi di una donna sono l’immagine dell’infinito. Lei é mia figlia Giulia.

Intorno un vuoto spettrale e diafano
Sorella d’inutili incontri
Spero tu non tema l’uragano

La velocita’ lenta di l’Abana – Cuba

Donne di casta elevata si bagnano i piedi – spiaggia di Mumbai nel crepuscolo

Panorama a Mineral de Pozos – Stato di Guanajato – Mexico

Nel peso di un pulcino
Il rottame del sentimento
Frammenti ovunque
Frantumi espansione di nulla

Via centrale di Guanajato dopo un nubifragio – Mexico

I detriti d’un’altra vita esplodono fumanti
Miscelando stati eterni
Desideravo sogni diversi

Simmetrie di cittá – Loft in Santiago di Querétaro

Meraviglioso reperto azteco custodito nel museo antropológico di Cittá del Mexico

 

 

Sono tornato da Ventana Bay con un kite rotto nello zaino
Odile ha spaccato ogni mia certezza
Solo armonica e malinconia in questo blues

 

 

I versi di questo articolo sono stati scritti nel 2014 dal sottoscritto. Ogni fotoé stata scattata da me. Odile é l'uraganoche ha spazzato la California del Sud anni fa.

 

Costruire un’emozione una prospettiva sul mondo

Piazza de Ferrari. Genova – Italia

Una prospettiva sul mondo

Il mondo e’ meraviglioso, l’uomo e’ meraviglioso. La vita e’ l’essenza, il valore piu’ grande di cui abbiamo incessamente bisogno. Il buono della cultura, il pensiero di ogni singolo individuo, possono far si’ che questa Terra sia il posto biu’ bello per costruire l’emozione e dare un senso al nostro cammino mortale.

Percio’ abbiamo bisogno di nutrirci di buone sensazioni, e di tutto cio’ che e’ cibo per l’anima. Non ci sono mezze misure: noi saremo cio’ che riusciremo a offrire agli altri in termini di bellezza, Amore, rispetto, pieta’ e carita’.

Ringrazio Dio e i Santi che mi accompagnano per riuscire a comunicare con la forza potente della poesía per immagini. Queste istantanee sono per Voi, perche’ non vi sentiate mai inadeguati, ma immensamente partecipi del Disegno universale.

Istanti di memoria che possono fornire sensazioni forti e buoni spunti per la riflessione.

Buen Viaje!

Murales ambientalista in Chetumal – Quintana Roo Mexico

Giulia nel tramonto in Holbox. Quintana Roo – Mexico

Il grande vecchio. Bernal. Stato di Querétaro. Mexico

Interno. San Miguel de Allende. Mexico

Ponte Samuel Beckett. Dublino. Irlanda

Istantanea in movimento. In strada a Mumbai. India

Arte urbana. Torino. Italia

Volto di bimba a Plaja Santa Lucia. Cuba

Kostryzin. Polonia

Woman in red. Santiago di Querétaro – Mexico

Fine della democrazia. Lettere sovversive dall’esilio… ovvero: Un appello alla ragione

Il Messico

Negli ultimi mesi ho osservato l’Italia e l’Europa dall’America Latina, dove lavoro. Il Messico, seppure con molte difficolta’ e contraddizioni interne, mi pare molto solidale ed equilibrato a livello político rispetto anche alla cara “vecchia” Europa. Qui c’e’ molto amore per la patria, il nazionalismo e’ molto forte e coinvolgente. Tutti discutono delle prossime elezioni presidenziali. Mi pare che tutto il paese sia sospinto da un’ única voglia verticale di crescita.  Stupisce anche l’attivita’ costruttiva: nuove strade, nuovi ponti, centri commerciali, nuove abitazioni e grattacieli; si potrebbe attribuire alla globalizzazione tutto cio’ e al grande giro di denaro. Intanto l’aeroporto che nascera’ a Mexico City sara’ il piu’ grande dell’America Latina. Le multinazionali investono, fioriscono le aziende e le strade sono piene di annunci per il lavoro. Le aziende si contendono gli operai con buona fortuna delle agenzie interinali. Ormai quasi tutti hanno una laurea e nascono un sacco di bambini di madri che provengono da ogni parte del mondo. Il muro di Trump, per quanto ne so, blocchera’ soltanto gli americani che qui stanno scendendo in massa, a godersi la pensione, bizzarro, no? Tuttavia gli stipendi sono ancora molto bassi e non capisco come ci possa essere un benessere cosi’ diffuso. Inoltre, qui nello stato di Querétaro si puo’ trovare, per ora, una sicurezza che in altri stati non si respira. Infatti alcuni vicini di casa si sono stabiliti qui, dopo aver súbito vessazioni, minacce, e aggressioni nelle loro citta’ d’origine.

Trasformazione della democrazia

La trasformazione della democrazia

In Italia e in Europa non vedo stabilita’ política; in Italia l’abbiamo mai vista? Le ultime notizie mi preoccupano piu’ di altre; del resto il dibattito político non m’infervora, ma certo dovrebbe. Mi riferisco a manifestazioni di estrema destra, venti di condanna e di controcondanna, assalti, sparatorie e violenze, cariche della polizia. Impulsi ciechi che ognuno dei nostri protagonisti della scena política, ha strumentalmente condiviso e non. Non si parla piu’ di schieramenti, dobbiamo farcene una ragione: le storie di Don Camillo e Peppone appartengono ad un passato ormai nostálgico. Sinistra e destra non sono cio’ che puo’ rappresentare una soluzione. Non possiamo parteggiare per una squadra sperando che vinca, prescindendo dalla correttezza. O credere che un lato del partito, sia migliore dell’altro. Talvolta mi convinco che questa storia dei partiti sia una pagliacciata, costruita ad arte per il popolo e abbia lentamente, ma inesorabilmente ucciso o trasformato la democrazia nell’inesorabile blocco di se’. In effetti, la democrazia nella sua accezzione corretta rappresenta il governo del popolo non dei partiti. Questo sistema puo’ ricordare piu’ fácilmente una oligarchia, cioe’ un governo di pochi e dei soliti noti.

O peggio come confermato dagli studi dello storico greco Polibio, gia’ nel II sec A.C. in oclocrazia: cioe’ la democrazia degenera in oclocrazia, quando curerà con “leggi alla rinfusa”, solo gli interessi delle masse in modo demagógico o populista.

Lo storico greco Polibio

Con la teoría dell’anaciclosi, esposta nei suoi 40 libri delle sue “Storie” egli arrivo’ a formulare l’evoluzione della política dei governi: infatti esistono tre costituzioni fondamentali che si possono sdoppiare in una benigna e in una maligna che si succedono involutivamente dalla migliore alla peggiore, come avviene nel ciclo biologico e in ottemperanza al principio di decadimento, per il quale ogni cosa prodotta dall’uomo è destinata a degenerare.

Forme primitive di monarchia si evolvono in realta’ sobrie e sagge; ma la successione monarchica porta inevitabilmente ad avere sul trono qualcuno che dimentica la vocazione alta e sociale del suo ruolo, un tiranno egoista e autarchico. Questa situazione può essere rovesciata da un gruppo di persone savie e potenti, gli aristocratici, che deponendo il tiranno instaurano un’aristocrazia. Ma anche gli ottimi aristocratici, quando sono al potere, finiscono per abusarne, trasformando l’aristocrazia in un’oligarchia, cioe’ nel governo di pochi che perseguono il proprio tornaconto. Il male dell’oligarchia e’ normalmente abbattuto dal popolo, che riorganizza la forma di governo in una democrazia. Ma anche la migliore delle democrazie, quando i rappresentanti diventano interessati a compiacere il popolo per mantenere il proprio potere, degenera, stavolta in un’oclocrazia, il governo demagogico delle masse. A questo punto, il governo può ritrovare la rettitudine in una nuova monarchia, cioe’ nel potere di uno solo. Dove ci troviamo oggi?

Infatti andiamo al punto: la política oggi

Oggi chi segue veramente la política?

Chi andra’ a votare? Che tipo di consapevolezza ha la gente? I miei amici? I dirigenti delle aziende nelle quali ho lavorato? I giovani? Ci troviamo, sempre piu’ spesso, vicini a persone confuse e intrappolate a tal punto dal lavoro quotidiano o dai mille problemi, che una volta a casa bramano serie TV, o partite, per buona pace degli italici dubbi. Siamo narcotizzati a dovere, il mondo della política non ci appassiona e LORO sapendolo cavalcano mediáticamente questo toro agonizzante. Cosi’ le campagne elettorali possono essere aleatorie e ci spingono a votare tappandoci il naso o secondo “tradizione”.

Mi spaventa e non poco, la recrudescenza di certi atti di violenza: quello di Macerata (Italia) e’ solo un trágico esempio da condannare fermamente. Cio’ che sconvolge pero’ e’ il dibattito político che ne e’ scaturito. Abbiamo forse dubbi? Il fascismo e’ secondo la legge un reato. Detto cio’ perche’ consentire manifestazioni a chi compie di fatto un reato? Perche’ discuterne? Perche’ sentiamo il bisogno di giustificarci? Siamo di fronte ad un esaltato, frutto dell’esasperazione, dell’odio e dell’intolleranza? O peggio e’ una risposta alle tensioni politiche del paese?

La legge

Qui c’e’ gia’ scritto tutto in un modo coinvolgente e diretto:

La “riorganizzazione del disciolto partito fascista”, già oggetto della XII disposizione transitoria e finale della Costituzione della Repubblica Italiana, avviene ai sensi dell’art. 1 della citata legge.

«quando un’associazione, un movimento o comunque un gruppo di persone non inferiore a cinque persegue finalità antidemocratiche proprie del partito fascista, esaltando, minacciando o usando la violenza quale metodo di lotta politica o propugnando la soppressione delle libertà garantite dalla Costituzione o denigrando la democrazia, le sue istituzioni e i valori della Resistenza, o svolgendo propaganda razzista, ovvero rivolge la sua attività alla esaltazione di esponenti, principi, fatti e metodi propri del predetto partito o compie manifestazioni esteriori di carattere fascista.»

Proprio non va!

Quindi e’ inaccettabile che individui che ci rappresentano, che paghiamo con tributi della collettivita’, possano trovare giustificazioni populiste a gesti di incontrollata violenza, si dovrebbe manifestare per l’espulsione di queste persone, non per qualcosa che, di diritto, gia’ ci appartiene. E’ qui che la democrazia comincia a vacillare. E nel momento in cui lo scrivo tutto perde o prende un significato diverso. La democrazia e’ destinata a fallire con la pistola in mano. Ne e’ l’esempio la sinistra con i mille movimenti che di fatto impattano sulle decisioni. L’immobilismo di un paese e’ quello che deve spaventare.

Proviamo pero’ a chiarirci le idee con un ragionamento piu’ ampio: il problema sono gli immigrati, il nero, il clandestino?

Perche’ non si e’ trovata una soluzione di piu’ ampio respiro? Il problema e’ tale da almeno trenta anni e consentiamo alle persone di moriré in mare, lungo il deserto della Libia, nelle strade di Aleppo. I governi hanno forse dato un contributo importante? Certamente NO!

Ho imparato che se ho un problema, ne cerco TUTTE le cause, quindi affronto le soluzioni, le discuto con le persone, capisco i punti di vista, i costi e i benefici. Ho anche compreso che se non puo’ essere risolto, spesso non si tratta di un problema: e’ cio’ che avviene con gli immigrati in Italia, la situazione si e’ trasformata in un grande affare per tutti. Si abbassa il costo del lavoro, si combatte la crescita zero e sara’ possibile (forse) affrontare una situazione contributiva futura. Nel frattempo le aziende, gli imprenditori vessati, escono dal paese e le fabbriche italiane chiudono ridimensionandosi. Anche grazie a pressioni fiscali e burocrazie dai costi sempre piu’ insostenibili.

Quindi?

Mi piacerebbe restituire all’uomo l’Io pensante, una dignita’ fatta di buon senso ed equita’. Una sorta di nuova responsabilita’ acquisita, impegno comune e finalizzato al giusto, depurándolo dalle scorie di campanile e interessi personali.

Utopia? Forse si!

I nostri figli sono confusi, distratti, distanti. Non hanno punti di riferimento, miti, o ideali. Non credono. Nel tentativo di voler per loro solo il bene, li abbiamo viziati. E’ come se avessimo predigerito il cibo per loro. Hanno perduto il senso della punizione, perche’ in questa societa’ nessuno paga, solo gli sfigati e gli ultimi, come Gesu’  che non hanno trovato posto in albergo.

Le cronache sono piene di VIOLENZA.

Ma perche’ non scendiamo in Piazza contro NOI stessi?

Tutto e’ causato da una cattiva impostazione culturale, dal non saper affrontare una sconfitta; la mancata gestione dell’impulso che ci spinge a ragionare, anche dopo uno sgarbo súbito in auto.

Non ricerchiamo piu’ i grandi valori classici della filosofía, dell’arte, che ha animato il Rinascimento, intendo come necessita’ di migliorare, maturare un nuovo mondo, non leggiamo, non ci informiamo, restiamo legati al palo dell’indifferenza, e’ sufficiente porre un veloce “l LIKE”, senza nessun tipo di spinta centrifuga finalizzata alla ricerca dei dubbi, anche l’idea di fede viene a mancare in questo sottobosco, dove i nemici dell’ordine hanno buon gioco.

“Ho un bel telefonino che mi serve Dio?”

Ecco stabilito il punto di vista dello stragista, dobbiamo comprenderé che siamo tutti potenzialmente assassini e obiettivi, quando ci armiamo, quando giudichiamo dall’altra parte senza ben comprenderé le cause, senza approfondire gli effetti e senza pianificare interventi costruttivi.

Pico della Mirandola scriveva: “L’uomo e’ artefice della propria sorte” …Soprattutto anche quando si delega qualcuno a decidere per noi.”

E’ questo un appello al buon senso, eliminando ogni pregiudizio.

A costo di archiviare la democrazia come la pensiamo oggi, per tornare ad un effettivo governo del popolo, abbandonando l’obsolescenza dei lati (oscuri), percorrendo soltanto e tutti insieme la strada della crescita globale dell’Italia.

p.s. 20 Aprile 2018.

Se avessi votato 5 stelle… mi troverei un governo con Salvini. Se avessi votato la destra mi troverei un governo con Di Maio. Sempre che si mettano d’accordo, infine. Bé! Complimenti a tutti… mea.

Per me vale ció che ho scritto e ripropongo dall’esilio. Dobbiamo RI-partire da un governo del popolo, competente, apartitico, senza conflitti di interessi, senza condanne, senza politici di lungo corso, senza riforme elettorali: chi vince governa e si sceglie il gruppo di persone che danno maggiori garanzie, dopo 3 anni se il popolo apprezza i risultati, si prosegue, anzicheno torni a fare quello che facevi prima. Punto!

Testi opinioni e foto sono realizzati e a cura di Andrea Bolfi, con il solo fine culturale

L’avventura del Charro la puoi vivere soltanto in Mexico

 Testi e foto del sottoscritto. Gennaio a.d. 2018

L’avventura del Charro

Un immagine della charreada. Pura emozione.

Chi puo’ permettersi di assistere ad una charreada con diversi charro? Ho avuto questa fortuna un paio di domeniche fa, in un pomeriggio freddo ma assolato, caratterizzato da un cielo spettacolare: cornice di blue intenso e meraviglioso. Il mio scopo ambizioso e’ di riportarvi li’ con i miei versi, le mie descrizioni, le mie fotografie.

Il puledro selvaggio pare sconsolato, sara’ domato

Un charro

Il charro e’ il tradizionale “cow boy” messicano, ma non diteglielo, non amano il paragone. Pare abbia origine nello Stato di Jalisco e prenda il nome dai primi emigranti spagnoli provenienti da Charro in Salamanca. Il Charro tradizionale icona messicana e’ presente nell’immaginario collettivo in letteratura, cinema e nella pittura; e’ famoso per il vistoso abbigliamento nella quale appare durante la charreada. Di non molta fortuna, ma degno di nota, il film interpretato da Elvis Presley “Il charro”.

Siamo nei pressi di Humilpan, a pochi chilometri da Querétaro, la strada e’ sterrata e manco a dirlo la mia auto e’ surclassata da pesanti mezzi pick up impolverati ed elaborati soltanto el Dio meccanico sa quanto. Migliaia di cavalli potenza ed eleganza un po’ “rustica” al limite. Qui al charro “El refugio” le persone, sotto ampi sombrero, sono spensierate e si accompagnano con nachos piccanti e mucho tequila rinfrescata dal ghiaccio che si prende dai sacchetti messi a disposizione da un baretto suggestivo in muratura. Tutti, anche gli spettatori piu’ giovani, indossano stivali di pelle appariscenti impreziositi anche da speroni e ricami colorati. L’area della charreada e’ composta da un grande anfiteatro rotondo e un corridoio laterale dove i cavalieri prendono la rincorsa e affronteranno la sfida. Da un’altana lo speaker annuncia e presenta le “famiglie” le squadre provenienti anche da stati vicini, che prenderanno parte al torneo. Si tratta infatti di un gioco di gruppo, dove ogni “equipo” presenta i migliori di ogni disciplina. Il charro rappresenta non soltanto una gara, e’ la storia di un paese, ne incarna le tradizioni rurali, l’amore per la terra, l’equilibrio con l’animale, il rispetto, il nazionalismo. Finalmente l’annunciatore richiama i cavalieri, i gruppi, il pubblico, la música della banda si ferma e puo’ iniziare la preghiera.

La escuramuza

Il momento suggestivo della preghiera, il charro ragazza rappresenta l’amuleto e si chiama “escaramuza” ella si siede lateralmente e puo’ tenere il sombrero, per gli altri il rispetto e la concentrazione

E’ l’unico momento di vero raccoglimento, i cavalieri: Il sombrero abbassato, il capo chino. La concentrazione massima, la polvere non si alza piu’, e le mosche si quetano sulle criniere. I cavalli allineati lo sanno e limitano i nitriti e ogni movimento. . Esiste un regolamento complesso, basato sulla lealta’ in primo luogo, che implica diverse prove di abilita’, eleganza e penalita’ che vengono detratte dal punteggio. Ricordo in particolare una prova interesante nella quale il cavaliere al galoppo deve frenare gli zoccoli del suo destriero in un rettangolo ben definito, offrendo cosi’ la migliore destrezza ed eleganza. Quindi la prova del “lazo”; alzi una mano chi non ricorda i famosi film western, le scorribande di Zorro, o il mitico Furia? Una piccola divagazione nostálgica… I puledri galoppano singolarmente e un charro roteando il cappio cerca di afferrarlo facendolo cadere in un breve tempo. Non e’ cosa facile come sembra. Preciso che nessun animale soffre per questo. Naturalmente il pubblico, gia’ brillo, esulta e si agita sugli spalti.

L’entrata del toro

E’ uno spettacolo l’entrata del toro, che viene affrontato dall’uomo a mani nude, che cerca di afferrarlo per la coda, qualora ci riesca e rovinando nella polvere con lui. Ogni uomo si spalma un apposito grasso sulle mani. Passa il tempo e el tequila (maschile perche’ derivato dell’agave) si fa piu’ leggero (e’ un eufemismo). L’odore della charreada e’ importante, si mischia infatti un odore forte di terra calpestata e polvere, cavalli e tori; le strette di mano vigorose, e tutti sono felici che un italiano seppur ignorante come una capra zoppa, viva con loro questo momento di euforia.

Un vero charro intento a spalmarsi il grasso per afferrare in corsa la coda del toro

un charro improvvisato

Un magico capodanno a Dublino

Dublino capodanno 2017, per i celti Baile Atha Cliath; e’ la capitale della Repubblica d’Irlanda. Fondata dai vichinghi come centro per il commercio degli schiavi, e’ situata sul fiume Liffey che l’attraversa.

La doppia anima di Dublino: il ponte Ha-penny bridge, ci voleva mezzo penny per attraversarlo

Il Samuel Beckett bridge sembra un’arpa e rappresenta la vocazione modernista della citta’

Sono stato a Dublino più di venti anni or sono e ne sono sempre innamorato.

E’ una perla che mescola lo stile gotico e medievale a quello georgiano dei mattoni a vista. Adoro tutto cio’ che e’ di questa terra: le donne, così affascinanti (a capodanno si stringono in abitini talmente succinti da fare impallidire i pinguini di Wellington), la birra così amara e particolare, l’whiskEy, i pub (attenzione… si legge come e’ scritto), le vie così chiassose di Temple Bar, la musica dal vivo, l’atmosfera notturna delle carrozze a cavallo, la figura emblematica di Molly Malone che si aggira come fantasma tra i vicoli del centro nelle notti di nebbia.

La figura di Molly Malone nel centro, di giorno pescivendola e di notte prostituta… ricorda le bagasce dei carruggi genovesi

Come poeta e scrittore, mi inchino alla impressionante storia della letteratura di questo luogo: James Joice, Oscar Wilde, Jonathan Swift, Samuel Beckett, George Bernard Shaw, William Butler Yeats, Bram Stoker padre di Dracula sono nati qui.

 

 

 

 

“Posso resistere a tutto. Tranne che alle tentazioni” Uno dei celebri aforismi di Oscar Wilde, Dublinese doc

 

 

 

 

La capitale irlandese e’ cosmopolita, moderna e terra promessa anche per molti connazionali, e’ celebre l’accoglienza dei suoi abitanti; ti mostra subito il suo fascino senza tempo, e’ ricchissima di monumenti, vie per lo shopping pub e ristoranti dove ripararsi dal freddo pungente dell’inverno.

Alcune note pratiche: i costi non sono economici. Inoltre, se viaggiate con minorenni, la sera non vi faranno entrare nei pub, non resta che lasciarli fuori e bere alla loro salute. Per mangiare vi consiglio il classico fish & chips di Temple Bar, un salmone alla piastra con Guinness. Dublino e’ ricca di ristoranti italiani (finiamola con lo stereotipo: quando sono in viaggio mangio sempre local, se vi capita una carbonara buona, non resisterete… L’ho detta!!!). Da queste pagine vi proporro’ ogni volta un ristorante di amici che fanno della cucina una missione. E’ il caso del ristorante Al Vesuvio che si trova incastonato nel Temple Bar di Dublino come una pietra preziosa, probabilmente ricavato da due antiche cisterne, si presenta con la volta a botte, e ti trovi subito a tuo agio, perché accolto con simpatia da tutto il personale, Il locale e’ molto friendly e potrete assaggiare pasta fresca preparata in casa e un’ottima pizza da forno a legna. Le birre sono artigianali e godibili.

L’anima della festa: TEMPLE BAR. Piena di vita ad ogni ora

GARAGE BAR

I pub sono elegantissimi, ospitano spesso musica dal vivo e sono presi d’assalto da Dubliners e turisti. Tutti rigorosamente maggiorenni.

NON mi e’ piaciuto:

i prezzi dei musei sono addirittura proibitivi per una famiglia. Informatevi prima di affrontare lunghe file. Addirittura per lo storehouse della GUINNESS dovrete sborsare 25 euro/persona.

Ogni opinione, foto & didascalie, sono a cura del sottoscritto.

Sogni immersi

La prospettiva cambiata

Ci sono momenti nei quali ogni parola puo’ essere superflua. In questo articolo saranno le mie immagini che trasmetteranno le emozioni del mondo sommerso.

Noi siamo soltanto ospiti

A tu per tu

Nel mare di El Paraíso la spiaggia di Tulum, nel Caribe messicano

L’immersione con lo squalo balena rimane tra le esperienze piu’ incredibili della mia vita. Questa foto rappresenta per me il profondo legame con l’ambiente.

L’incredibile sagoma del gigantesco squalo che mi sfila

Non temete! Mangia solo plankton.

Rimango ore immerso a scrutare l’abisso

Solo sfumature?

La semplice struttura dell’immenso.

 

Cos’è Costruire Cultura? Un salvagente contro la narcosi mentale

A tutti voi poeti e scrittori scriviamo!

Superate ogni barriera, Costruire cultura e’ l’obiettivo!

A tutti voi innamorati della giustizia e della libertà, a tutti voi che avete qualcosa da dire, rivolgiamo il nostro urlo.

Il mondo attende le nostre idee, le proposte di miglioramento. Non possiamo più limitarci a scrivere rime divertenti che fanno sorridere alle feste.

La poesia deve avere quale fine la verità pratica, la rivelazione dell’uomo all’uomo, incitamento alla prassi rivoluzionaria (cit.) intesa non in senso ideologico ma come un vero e proprio inno a partecipare insieme al cambiamento. Fuori e dentro di noi.

Ieri forse era più facile proporre un’idea. Oggi siamo più controllati e plagiati, ci basta un telefonino, un dio pallone e qualche social.

Ma avendo ricevuto in dono quella passione di trasformare il pensiero in parola, abbiamo comunque nuove responsabilità: l’obbligo morale di affilare la voce, senza prestarla ai bisogni della pancia.

Non possiamo più lamentarci di ciò che accade, senza essere pronti, in qualche modo all’azione.

In questo contesto nasce l’esigenza di Costruire Cultura. L’ideale è ambizioso: riportare al centro dell’io pensante la persona, rispetto al consumo. La Terra oggi non è più quel luogo così ospitale come ci siamo abituati, almeno non per tutti, dovremo confrontarci con nuovi conflitti di classe, crisi epocali e nuovi regimi spinti da venti populisti e facili demagogie razziste.

Per essere pronti a questi impatti dovremo ri-partire dalla cultura del rispetto, dalla gestione dell’impegno sociale, dalla belleza, dall’amore per la giustizia; restituendo ad ognuno il bisogno di costruire una propria personalità morale.

Dal latino costruire, riporta comunque al poesis greco che indica: fare, produrre, costruire… appunto; parafrasando potremmo indicare come necessaria l’attitudine al sacrificio, all’impegno diretto, in prima persona.

Proveremo con un sito contenitore: costruirecultura. Una scatola magica dove tutti potranno inserire parte dei loro scritti, comunicare e scambiarsi eventi, il sito si farà interprete della volontà di cultura popolare al fine di testimoniare e ispirare nobili ideali e educativi.

Leggeremo il nostro vicino di casa, che senza aver affondato navi merita di presentare, pubblicare e promuovere il suo libro.

Impareremo a costruire cultura da un foglio bianco, dalle esperienze personali.


 

Alcune regole per la buona convivenza e senza finire nelle patrie galere:

1. Il materiale proposto non deve essere in alcun modo offensivo e presentare linguaggi scurrili e blasfemi, che possa in qualcun modo disturbare il prossimo.

2. Il materiale deve essere autoprodotto.

il materiale in entrata sarà oggetto di filtro da parte della redazione.

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