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l'AlterBlog di Andrea Bolfi

L’avventura del Charro la puoi vivere soltanto in Mexico

 Testi e foto del sottoscritto. Gennaio a.d. 2018

L’avventura del Charro

Un immagine della charreada. Pura emozione.

Chi puo’ permettersi di assistere ad una charreada con diversi charro? Ho avuto questa fortuna un paio di domeniche fa, in un pomeriggio freddo ma assolato, caratterizzato da un cielo spettacolare: cornice di blue intenso e meraviglioso. Il mio scopo ambizioso e’ di riportarvi li’ con i miei versi, le mie descrizioni, le mie fotografie.

Il puledro selvaggio pare sconsolato, sara’ domato

Un charro

Il charro e’ il tradizionale “cow boy” messicano, ma non diteglielo, non amano il paragone. Pare abbia origine nello Stato di Jalisco e prenda il nome dai primi emigranti spagnoli provenienti da Charro in Salamanca. Il Charro tradizionale icona messicana e’ presente nell’immaginario collettivo in letteratura, cinema e nella pittura; e’ famoso per il vistoso abbigliamento nella quale appare durante la charreada. Di non molta fortuna, ma degno di nota, il film interpretato da Elvis Presley “Il charro”.

Siamo nei pressi di Humilpan, a pochi chilometri da Querétaro, la strada e’ sterrata e manco a dirlo la mia auto e’ surclassata da pesanti mezzi pick up impolverati ed elaborati soltanto el Dio meccanico sa quanto. Migliaia di cavalli potenza ed eleganza un po’ “rustica” al limite. Qui al charro “El refugio” le persone, sotto ampi sombrero, sono spensierate e si accompagnano con nachos piccanti e mucho tequila rinfrescata dal ghiaccio che si prende dai sacchetti messi a disposizione da un baretto suggestivo in muratura. Tutti, anche gli spettatori piu’ giovani, indossano stivali di pelle appariscenti impreziositi anche da speroni e ricami colorati. L’area della charreada e’ composta da un grande anfiteatro rotondo e un corridoio laterale dove i cavalieri prendono la rincorsa e affronteranno la sfida. Da un’altana lo speaker annuncia e presenta le “famiglie” le squadre provenienti anche da stati vicini, che prenderanno parte al torneo. Si tratta infatti di un gioco di gruppo, dove ogni “equipo” presenta i migliori di ogni disciplina. Il charro rappresenta non soltanto una gara, e’ la storia di un paese, ne incarna le tradizioni rurali, l’amore per la terra, l’equilibrio con l’animale, il rispetto, il nazionalismo. Finalmente l’annunciatore richiama i cavalieri, i gruppi, il pubblico, la música della banda si ferma e puo’ iniziare la preghiera.

La escuramuza

Il momento suggestivo della preghiera, il charro ragazza rappresenta l’amuleto e si chiama “escaramuza” ella si siede lateralmente e puo’ tenere il sombrero, per gli altri il rispetto e la concentrazione

E’ l’unico momento di vero raccoglimento, i cavalieri: Il sombrero abbassato, il capo chino. La concentrazione massima, la polvere non si alza piu’, e le mosche si quetano sulle criniere. I cavalli allineati lo sanno e limitano i nitriti e ogni movimento. . Esiste un regolamento complesso, basato sulla lealta’ in primo luogo, che implica diverse prove di abilita’, eleganza e penalita’ che vengono detratte dal punteggio. Ricordo in particolare una prova interesante nella quale il cavaliere al galoppo deve frenare gli zoccoli del suo destriero in un rettangolo ben definito, offrendo cosi’ la migliore destrezza ed eleganza. Quindi la prova del “lazo”; alzi una mano chi non ricorda i famosi film western, le scorribande di Zorro, o il mitico Furia? Una piccola divagazione nostálgica… I puledri galoppano singolarmente e un charro roteando il cappio cerca di afferrarlo facendolo cadere in un breve tempo. Non e’ cosa facile come sembra. Preciso che nessun animale soffre per questo. Naturalmente il pubblico, gia’ brillo, esulta e si agita sugli spalti.

L’entrata del toro

E’ uno spettacolo l’entrata del toro, che viene affrontato dall’uomo a mani nude, che cerca di afferrarlo per la coda, qualora ci riesca e rovinando nella polvere con lui. Ogni uomo si spalma un apposito grasso sulle mani. Passa il tempo e el tequila (maschile perche’ derivato dell’agave) si fa piu’ leggero (e’ un eufemismo). L’odore della charreada e’ importante, si mischia infatti un odore forte di terra calpestata e polvere, cavalli e tori; le strette di mano vigorose, e tutti sono felici che un italiano seppur ignorante come una capra zoppa, viva con loro questo momento di euforia.

Un vero charro intento a spalmarsi il grasso per afferrare in corsa la coda del toro

un charro improvvisato

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2 Commenti

  1. Silvana

    Bellissima descrizione di una tradizione messicana!

  2. Anonimo

    Un excelente ítalocharromexicano.

I Commenti sono chiusi.

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