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Costruire Cultura

l'AlterBlog di Andrea Bolfi

Categoria: Romanzi

Le città invisibili

Le città invisibili di Italo Calvino

Testi e foto di Andrea Bolfi

Il racconto di Italo Calvino, pubblicato nel 1972, rappresenta un viaggio nel sogno, un dialogo meraviglioso e moderno tra Marco Polo e l’imperatore dei tartari Kublai Khan; egli ha affidato a Marco il compito di perlustrare il suo impero e riportargli notizie riguardanti le condizioni in cui versa.

Non c’è un climax immediato con una trama definita si tratta di un viaggio onirico tra realtà e fantasia, nel quale il grande  esploratore Marco Polo racconta al potentissimo imperatore le città che ha visitato. Diciamo subito che le città raccontate sono frutto di fantasia, ma è altresì vero che in ogni città, Marco ritrova e presenta un po’ della sua serenissima Venezia. Specchiandosi nei suoi canali in un gioco che vuol essere sciarada infinita.

Ho pensato che Dolceacqua fosse un bell’esempio di città invisibile pensata da Calvino.

Amo molto Italo Calvino, anch’egli Ligure, anche se nato a Cuba nel 1923. Il dialogo tra i due si fa tanto serrato quanto amichevole, che i due rinunciano al sonno e l’imperatore è molto curioso e pende dalle labbra dello stimato mercante veneziano.

Si sa che Marco Polo visitò il Catai durante il regno di Kublai, divenendo presto un suo favorito e servendo alla sua corte per oltre diciassette anni, secondo quanto racconta egli stesso nel Milione.

Attraverso un racconto combinato, Calvino racconta 55 città, le presenta tutte con nomi di donna, effettuando voli pindarici e fantastici, come se fosse equilibrista sul filo tirato tra i poliedri opachi sull’orizzonte, sugli spettri di altre cuspidi, tra le periferie e il mare di finestre. E’ una visione talvolta distopica della città e delle sue architetture, con il suo caos e le sue contraddizioni, pur mantenendo ben salda la convinzione che l’essere umano potrà farcela solo attraverso quel filo che allaccia tutti gli esseri viventi, in una lotta serrata e universale. In ogni città tutto è fermo e tutto è in movimento, non sapremo mai se siamo noi a viverle o le città a possedere noi; è in questa metafora che si gioca la grandezza e la geniale intuizione: raccontare le città, invisibili comunque, per raccontare l’universo e il genere umano. Lo scopo è intrattenere, sorprendere, conoscere, far riflettere, portare in evidenza attraverso una letteratura di tipo combinatorio, strutturale, rigorosa nel sinottico costruito.

Riomaggiore

“Alcuni ci vengono a lavorare, altri ci vengono a dormire.”

Senza risparmiare le contestazioni al sistema per quanto riguarda la civiltà dei consumi, e già si alzava alto il grido nel rispetto dell’ambiente, auspicando urbanistiche rispettose e alla portata dell’utilizzatore principale: l’uomo. Anche se nella città dei giusti si nasconde una semenza maligna: quella certezza e orgoglio di essere sempre nel giusto.

In conclusione vi rimando al libro da leggere con un pò di tranquillità e concentrazione e alla bella post-fazione di Pier Paolo Pasolini, a Dylan Dog e alle sue città d’altrove, ambientate in diversi e possibili mondi paralleli. Per un approfondimento architettonico vi rimando anche a Xilitla la città fantastica disegnata e costruita dal poeta surrealista Sir Edward William Frank James nella foresta pluviale subtropicale tra le montagne nei pressi della Sierra Gorda, nel Messico Centrale. Si tratta di un giardino labirinto di cascate e piscine naturali intrecciate con imponenti sculture surrealiste, composte da gradini, rampe, ponti e passerelle strette e tortuose che attraversano le pareti della valle e che non portano mai a nulla, se non a sé stessi. Non escludo che Calvino si sia ispirato proprio anche a questo luogo.

I carruggi di Castelvecchio di Rocca Barbena

Immagine in evidenza:
le case in costruzione nell'hinterland della città di Mumbai

Alcuni nomi delle città fantastiche raccontate nel dialogo da Marco Polo: Diomira, Isidora, Dorotea, Zaira, Anastasia, Tamara, Zora, Despina. Attenzione anche ai sottotitoli particolarmente accattivanti: Le città e la memoria, Le città e il desiderio, Le città e i segni, Le città sottili…

Buona Lettura e Buone Feste!

La chimera

La chimera

di Sebastiano Vassalli
La mia nuova proposta di lettura per l’estate è un romanzo storico memorabile, un vero capolavoro. Non a caso molte insegnanti lo propongono come lettura e riflessione estiva, è vincitore del Premio Strega 1990; è la storia di Antonia, abbandonata appena venuta al mondo davanti a un convento.

Il mio consiglio, come sempre, è di leggere a voce alta, percepirete la cronaca del ‘600, facendone parte. Troverete un romanzo scritto senza sconti, comunque una lettura per tutti a partire dalla seconda superiore. Prima di continuare a leggere, devo precisare che l’autore non lascia nulla alla suspence del racconto, quindi NON mi sento affatto colpevole se in queste poche righe troverete svelato il triste finale.

Sebastiano Vassalli è nato a Genova nell’Ottobre del 1941 (era coetaneo del mio papà, ndr). E’ venuto a mancare a Casale M.to nel 2015.

Un romanzo storico, sociale, intensissimo

Il racconto inizia con l’abbandono della neonata  ancora in fasce, davanti alla Pia Casa di San Michele a Novara. La bimba da quel momento non è la diretta e unica protagonista e il Vassalli dalle prime righe non ci risparmia l’epilogo. In realtà si comporta da giornalista onniscente della cronaca del tempo trascinandoci nel passato, ci costringe fisicamente a vivere questo tempo violento che è stato il 1600, in uno spaccato di corruzione e malvagità. Ma torniamo alla giovane Antonia Renata Giuditta Spagnolini che cresciuta nel convento, verrà adottata dalla famiglia Nidasio e portata nella sua casa a Zardino, il paese della bassa novarese, oggi scomparso a causa di chissà quale alluvione del fiume Sesia. Ho provato dolore e rabbia pensando alla giovane Antonia, alle sue aspettative di adolescente, trattata come un animale dalla società e condannata dall’ignoranza, dal pregiudizio e dall’abbandono di chi poteva fare qualcosa per lei e non l’ha voluto o potuto fare.

Antonia verrà bruciata sul rogo a Zardino l’11 settembre 1610.

Tristemente penso a tutte quelle persone che sono molestate, violentate, uccise, per il solo motivo di essere ribelli, anticonformisti, in una sola parola: DIVERSI.

I personaggi e la “bassa” del Sesia

Il Vassalli, ci dipinge in modo capillare tutti i comprimari di questa triste storia, lo fa per descrivere il carattere della gente, vuole costringerci a pensare che questo popolo così apparentemente distante da noi, in fondo, o nemmeno poi tanto, siamo noi, nelle nostre case, nelle città, chiusi nelle nostre paranoie, con i nostri paesaggi di vigneti e boschi. Ho scoperto diversi personaggi, talvolta umani e comici come il quistone (un prete mago), talvolta severi e folli come Don Teresio il nuovo prete, che avrà un ruolo determinante nella storia di Antonia; il Vescovo di Novara Bascapè; Rosalina che faceva la prostituta e che, suo malgrado, troveremo sempre in punizione, il nobile divenuto delinquente Don Caccetta, i Lanzi che con le loro feste hanno provocato la scomunica di Antonia, che ha finito per ballare con loro. Il pittore di edicole che ritrae la figura di Antonia per dipingere la Madonna del Buon consiglio in un’edicola del paese. Ma vi potete immaginare? L’invidia delle comari, brutte e gobbe, rovinate dai figli e dalla fatica nei campi.

Antonia la strega di Zardino

Antonia vive il suo tempo e cresce bene; purtroppo per lei perché ha l’orrenda colpa di essere bella, molto più bella delle altre. Questo aspetto si scoprirà essere un dettaglio devastante in quanto la bellezza incarna l’entità stessa del demonio. Da questo momento ogni storia di Antonia sarà strumentalizzata, così per i tanti detrattori è cosa facile mentire davanti al terribile tribunale dell’inquisizione. Le sue vicine di casa diranno che ella partecipava ai sabba e si accoppiava con numerosi demoni, era responsabile delle morti dei bambini e ogni sorta di infamia, come attribuirle la siccità straordinaria. Purtroppo Antonia rappresentava il capro espiatorio e durante il processo non avrà nessuno sconto, anzi; si troverà pedina in giochi di potere e rivalse politiche. Perché purtroppo la Storia è inevitabilmente scritta da vescovi, nobili e signorotti e noi “POVERICRISTI” non possiamo farci niente… deve essere stato il pensiero dei genitori adottivi, come se avessero perso la figlia durante una calamità naturale.

Vassalli e Manzoni due storie simili?

Troverete anche molte interessanti affinità con “I promessi sposi”: entrambi i romanzi sono ambientati nello stesso periodo, durante la dominazione spagnola in Lombardia e la storia di Renzo e Lucia riprendono la triste storia di Antonia e Gasparo il camminante, figura tuttavia doppia e falsa. Vassalli e Manzoni, del resto si perdono nella descrizione psicologica approfondita dei loro personaggi.

Il rogo

Non posso esimermi dall’anticiparvi (chiedo scusa ma lo ribadisco, già il Vassalli non vi sconterà nulla), che il rogo al quale Antonia è sottoposta è visto come una maledetta festa di piazza per TUTTI, perché il raccolto tornerà ad essere abbondante, perché non ci sarà più la siccità, i bambini non moriranno più e i fedeli continueranno a pagare le decime. Tuttavia: ATTENZIONE a salire sul carro del giudizio, tra queste persone che esultano il trionfo del bene, Vassalli ci mette TUTTI, ignoranti, spaventati, influenzabili, nelle nostre pazzie collettive.

Perché chimera?

E’ mia opinione pensare che all’interno del romanzo tutti i personaggi auspichino a qualcosa di irrealizzabile. Antonia s’innamora di quel furfante di Gasparo perché le promette di andare a Genova dove lei vedrà il mare. Tuttavia ognuno di loro non rinuncia mai a inseguire questa utopia, forse anche per una presunzione culturale che diventa limite. Soprattutto questo si evince in Antonia che con il sua determinazione non rinuncia alla strenua difesa, fino alla fine.

Conclusioni

Spero che la lettura di questa mia umile (1) riflessione ci spinga, ancora una volta se possibile, a migliorarci e far sì che la condizione femminile non possa più essere vissuta come un rischio mortale.

La mia riflessione poteva essere ben più generosa, tuttavia vi rimando alla lettura e alla rilettura.

  1. al cospetto di Antonia e della storia, mi ritengo anch'io responsabile

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Un blog letterario: La biblioteca di Mary

Bentornati cari lettori!

Facendo l’internauta mi capita di imbattermi in blog molto interessanti e naturalmente da scrittore e gran appassionato di costruzionecultura cerco di approfondire, imparare e carpire ogni segreto. Questa è la loro storia:

La storia del blog: “La biblioteca di Mary”

Fin da piccola mi è stato trasmesso l’amore per i libri, mia mamma era una lettrice onnivora e la nostra casa straripava di tutti i suoi libri. Per lei era un modo di evadere dalla dura routine e dalla vita bastarda che ha avuto. Quando leggeva aveva l’aria trasognata, felice, per quei pochi istanti in cui riusciva ad isolarsi tra le pagine lei viveva, era libera. Naturalmente tutto questo l’ho potuto capire meglio da adulta, quando ho potuto rivedermi in lei e da lei imparare quanto fosse bello e unico rintanarsi in una piccola nicchia solitaria, sognando di essere qualcun altro, ma soprattutto viaggiando per luoghi infiniti.

Da sempre sono una romantica sognatrice, mi emoziono per un niente, e questo a volte è una vera tortura, perché assorbi tutto ciò che ti circonda come una spugna, e non sempre riesci poi a buttarlo fuori nel modo giusto. La lettura in questo un po’ mi è stata di aiuto, così come il fatto di recensire, sembrerà stupido, ma a volte, anzi spesso lo scrivere le emozioni che una storia mi ha trasmesso, mi toglie un peso, mi libera non saprei come spiegarvelo, so solo che è una fantastica emozione.

Da qui e da un post di una blogger che cercava aiuto nel suo blog, è partita la mia avventura. Più recensivo, e più mi piaceva, più scrivevo e più imparavo, poi un’insana voglia di cambiamento ed ecco l’idea di aprire il mio blog.

 

 

“La Biblioteca di Mary” prende il nome da lei che tutto mi ha insegnato, mamma Marilena. L’inizio non è stato facile soprattutto per una che con la tecnologia non aveva niente da spartire, ma poi con l’aiuto di altre blogger, e anche di marito e figlio grande, questo mio piccolo mondo è cresciuto e devo dire che mi sta rendendo molto orgogliosa.

Ho imparato tanto e ancora ogni giorno scopro cose nuove, mi è sempre piaciuto studiare e per me leggere è anche questo, imparare a vedere tra le righe, ascoltare chi da più tempo è in questo mondo e trarne insegnamento. Molti vedono questa passione come un semplice hobby, “una perdita di tempo” anche questo mi è stato detto, ma credetemi se vi dico che è molto di più. Si è pura passione, si non vengo pagata e lavoro tantissimo, si molto spesso non ricevo nemmeno un misero grazie dopo aver lavorato duro. Sono mamma a tempo pieno solo da tre anni prima ho sempre lavorato, non per questo ho tempo da vendere, tante e infinite le cose da fare con due figli che vogliono attenzioni continue, ma anche per questo ho voluto e ottenuto di avere un angolo solo mio, in cui non sono mamma e moglie, ma solo Emanuela.

A volte ho sentito di non farcela e ho pensato di mollare, spinta dalle continue polemiche e dall’arroganza e mancanza di rispetto di molti, ma poi mi dicevo che non potevo darla vinta ancora, ma che dovevo lottare per il mio sogno, mostrando a chi ancora mi deride e pensa che passare le ore a leggere e a scrivere recensioni sia uno spreco di tempo, che non è mai uno spreco di tempo se quello che fai ti arricchisce e ti fa stare bene.

Quindi anche questa è stata una lezione importante per me, non aspettarmi sempre il grazie o la pacca sulla spalla, ma semplicemente continuare a dire la mia e a fare ciò che mi piace, continuando per la mia strada mano nella mano solo di chi merita di starmi accanto.

Questo articolo credo serva più a me che a voi, perché in realtà volevo solo farvi capire che dietro alle recensioni, dietro ad un blog, ma anche dietro pagine di un libro, ci sono persone che attraverso le parole vi regalo un pezzettino di loro, non è poco abbiatene cura e grande rispetto, io nel mio piccolo cerco sempre di farlo, sicuramente sbaglierò spesso e quando lo faccio avete il diritto e l’obbligo di sgridarmi, anche con questo io crescerò e continuerò a costruire il mio piccolo mondo.

Carta d’identità del blog:

Nome: La Biblioteca di Mary

Data di nascita: 26 Aprile

Amministratrice e Fondatrice: Piceni Emanuela

Pagina Facebook

Instagram

Twitter

Gruppo facebook collegato : Appassionatè e Libri

Mail: [email protected]il.com

Collaboratrici: Katia Piceni, Elena Sombre, Pia Sella, Maria Marano, Chiara Zattin, Jennifer Johnson.

Nelle recensioni a partire dal 6 agosto 2018  troverete l’#prodottofornitoda come previsto dalle nuove norme.

Tutto ciò che viene fatto sul blog è assolutamente a titolo gratuito.

Il blog dopo un periodo di “prova” è cresciuto molto e insieme a lui siamo cresciute e maturate anche noi, per questo abbiamo deciso di mettere alcuni paletti e avere quindi più accuratezza nella scelta dei libri da recensire.

Prima di tutto da oggi in poi la richiesta dovrà pervenire tramite modulo sul blog o via mail ([email protected]) scrivendoci il genere, titolo e trama e se vi fa piacere anche il nome da chi volete farvi recensire (di seguito troverete lista ragazze con le loro preferenze di lettura). Accettiamo pdf, epub, o direttamente ebook al kindle e naturalmente i cartacei sono sempre ben accetti. A chi donerà il proprio cartaceo la possibilità di avere una videorecensione.

Per quanto riguarda le recensioni noi le posteremo sul blog, su amazon e tutti i canali collegati al blog.

Ognuna di noi ha il proprio modo di dire la sua e ama leggere un po’ di tutto con alcune restrizioni che vi elencherò sotto. Tutte siamo consce di quanto lavoro ci sia dietro una storia per questo rispettiamo il vostro lavoro e di conseguenza pretendiamo di essere rispettate. Per noi è passione, dire hobby forse è riduttivo perché credetemi tanto è il tempo e lo sforzo che vi dedichiamo, cercheremo di soddisfare in tempi brevi ogni richiesta, vi chiediamo pazienza dato che come voi abbiamo una vita al di fuori e che quindi il tempo da dedicare è sempre troppo poco!

In attesa delle vostre pubblicazioni, ecco la formazione delle magnifiche sette ragazze del team "La biblioteca di Mary" con le preferenze di lettura:
(ndr)

Emanuela leggo quasi tutto, cerco sempre di spaziare e provare nuovi generi, per ora posso dirvi no a saggi, m/m e f/f incentrati solo sul sesso senza alcuna trama dietro, e manga.

Katia legge un po’ di tutto tranne fantasy, m/m, f/f. Si occupa ogni tanto anche della rubrica Musica e Parole. Le sue recensioni le potete leggere nell’etichetta dedicata sulla sinistra del blog (recensioni Katia).

Elena legge un po’ di tutto esclusi fantascienza (astronavi, futurismo) ed erotici. Le sue recensioni le potete leggere nell’etichetta dedicata sulla sinistra del blog (recensioni Elena).

Pia legge romance, storici, fantasy, thriller, m/m, dark romance ed erotici. Non legge narrativa, horror o dark troppo violenti. Le sue recensioni le potete leggere nell’etichetta dedicata sulla sinistra del blog (recensioni Pia).

Maria non legge m/m, f/f, erotici ed horror. Le sue recensioni le potete leggere nell’etichetta dedicata sulla sinistra del blog (recensioni Maria).

Chiara non legge romanzi rosa, erotici e fantascienza (alieni etc..). Le sue recensioni le potete leggere nell’etichetta dedicata sulla sinistra del blog (recensioni Chiara).

Jennifer non legge storici. Le sue recensioni le potete leggere nell’etichetta dedicata sulla sinistra del blog (recensioni Jennifer).


Naturalmente se avete richieste se ne può sempre parlare e cercheremo quanto possibile di venirvi incontro. Al blog potete richiedere: segnalazioni, cover revail, presentazioni in anteprima, blog tour (sia per organizzarli che per parteciparvi con tappe), review party e interviste (se volete essere intervistati contattate Emanuela tramite mail o messaggio privato).

Inoltre diamo la possibilità di poter scrivere articoli (anche saltuariamente) inerenti al tema letterario, oppure anche per quanto riguarda le rubriche Read & Eat e Musica e Parole.

Per chi vorrà collaborare ribadisco che non riceverà alcun compenso. Il blog è sempre aperto per chi vuole unirsi al team, per info contattare Emanuela, via mail ([email protected]) o in privato su messanger. Ribadisco che il blog non è una testata giornalistica, le immagini che troverete sono prese da internet o modificate tramite siti appositi che le forniscono gratuitamente e prive di copyright.

Per quanto riguarda le norme sulla privacy Leggi qui .

Nel blog vedrai contenuti di affiliazione con Amazon e Google, in qualità di affiliato Amazon  ricevo un guadagno per ciascun acquisto idoneo. Infine il blog produce piccoli gadget che sono personalizzabili con qualsiasi foto vogliate, troverete post prossimamente in pagina. Per info contattate Emanuela. Spero di essere stata chiara, comunque per qualsiasi cosa siamo sempre disponibili.

 

 

 

 

 

Emanuela e tutto lo staff.


 

Una carezza violenta Il mio romanzo autobiografico

Una carezza violenta

Una carezza violenta è il mio romanzo autobiografico, scritto nel 2013, durante un periodo di calo lavorativo, che per circa un anno, mi costrinse a casa per tre giorni alla settimana per un anno, con la formula del contratto di solidarietà. In questo senso il disagio prese forma liquida e la rabbia mista all’ansia si catalizzò in parola scritta che si tramutò così in scrittura – terapia. Mi ero limitato fin lì alla scrittura di qualche piccolo racconto, comunque mai nulla di significativo. Nel frattempo restavo così legato alla poesia che mai ho abbandonato. Con buon tempo a disposizione ho potuto raccontare certi episodi della mia vita molto controversa, (e se non si legge non si può capire quanto). Non è mai facile partire dal foglio bianco, ma sapevo che era necessario partire dalla mia città: Genova. Il protagonista scritto in prima persona sono io con lo pseudonimo di Stefan Eluard. Quasi inutile l’accenno al poeta francese Paul nato a Saint-Denis nel 1895. Il protagonista è raccontato nei dettagli della sua inettitudine: il flipper e la cirulla nel circolo, vi apparirà come un violento disadattato, incapace di gestire un matrimonio, un lavoro. E’ un folle, un aggressivo violento, uno che non ti dà la precedenza, un tifoso “cattivo”, ama il rock fa lo speaker e il DJ. Ama tutte le donne che incontra. Dopo l’ennesimo avvenimento negativo troverà una risposta alle sue crisi nel teatro e nella performance-poesia letta a voce alta. Scopriremo però che vuole migliorarsi, allora combatte partendo dal fondo, la sua storia vuole raccontare noi stessi, partendo dalle cause, senza accettare le verità dei talk show, vuole andare a fondo delle crisi personali. Stefan è un poeta di strada e si migliora.

La fantastica cover del libro è di Paolino Bacino è tratta dal portfolio “Cemento armato”

E’ possibilmente la storia di tutti; egli siamo noi oggi! Sentitevi chiamati in causa…

“Perché siete per sempre coinvolti”    cit. Fabrizio De Andrè La canzone del maggio

NO! Alla violenza

Il romanzo è un urlo contro la violenza sulla donna, anche se parte dal punto di vista opposto, cioè da chi realizza la violenza. Il mio lavoro è stato analizzarmi; guardare dentro l’uomo per cercare le cause che portano alla violenza, a tutte quelle carezze violente che comunque colmano le nostre giornate. Probabilmente anche nelle vostre case.

No alla violenza. Il tratto inconfondibile è del pittore Angel Moreno

Il G8 a Genova

In ogni capitolo ho proposto emozioni vere, riprendendo anche alcuni avvenimenti dei nostri tempi, non del tutto chiariti come il G8 a Genova, la violenza sulle donne, il gioco patologico, la difficoltà che hanno le persone a gestire la frustrazione dovuta a lunghi periodi senza lavoro e senza motivazioni, l’esagerata flessibilità lavorativa che porta all’annullamento dell’individuo. Ho creato anche storie subordinate che raccontano di me con avvenimenti che ho subito sulla mia pelle, altro che tatuaggi. Questo climax vi trasmetterà emozioni forti e intense e spero che alimenterà nuovi dubbi.

Genova vista dal porto

Il romanzo poesia

Da subito si noterà che il romanzo segue il tempo di un programma radiofonico, definendo chiaramente la colonna sonora per ogni situazione. Il libro è infatti accompagnato da una playlist musicale di ampio respiro. E la poesia? Non potevo certo non leggerla…, così il racconto si snoda con letture dal vivo, nei quali Stefan racconta un’altra parte della sua vita, come se fosse la sua personale performance.

La sensualità, l’erotismo…

Il romanzo è ricco di sfumature e avventure a portata di labbra. E non aggiungerò altro, perché sarei troppo di parte, spero soltanto di aver creato buone aspettative.

Le sensualità incise di Rudi Biancardi

Progetti

Molti lettori mi chiedono a gran voce che Stefan Eluard possa ritornare a raccontare i suoi incubi e non è detto che là fuori un giorno possiate incontrarlo e fare a botte con lui o magari diventare il suo miglior amico.

 

Vi propongo alcuni estratti e recensioni da autorevoli blog culturali. 

Crisalide, di Giovanni Garufi Bozzahttp://giovannigarufibozza.it/blog/tag/andrea-bolfi/


…  Un romanzo straordinario, del quale ho centellinato la lettura per potermelo godere appieno. Un mix di prosa e poesia davvero vincente. E non è un semplice accostamento di prosa e poesia, una mera alternanza, è una vera e propria miscellanea, dove i tuoi generi si fondono e confondono, creando uno stile e una costruzione sintattica che ho amato.
Andrea Bolfi alias Stefan Eluard ci porta sulla strada, come poeta, tra difficoltà e mal di vivere, tra arresti violenti e narrazioni nelle intimità del G8, molto apprezzate. E’ un cambio continuo di immagine, ordinato e apprezzabile, con uno stile aulico, semplice e moderno al contempo.
Ma voglio qui soffermarmi su un punto particolare del romanzo, quello che mi ha coinvolto e per certi versi sedotto: l’erotismo, che si alterna nelle narrazioni, si incastona alla perfezione, in un crescendo eccezionale. Scrive Bolfi nella postfazione:  anche l’erotismo sfocia nel pornografico, abbandonandosi nell’emozione pura. Non credergli, è in buona parte una cazzata o, se vuoi, è vero solo a metà. Non sfocia assolutamente nel pornografico, è un’incredibile orgia di sensazioni, metafore, immagini. E’ vero erotismo, e ancora devo trovare un testo che regga il confronto con lo stile di Andrea. E’ riuscito a inserire la poesia nell’Eros, si nota un lungo lavorio di scelta delle parole, di costruzioni di periodi. Questa è la sua carta vincente. In barba ai tanti scritti porno disponibili on line, anticamera del ciarpame. …

Di Francesca Bellola: https://alpifashionmagazine.com/journal/carezza-violenta-romanzo-andrea-bolfi/

… La vera chicca del romanzo, infatti, è quella di aver unito, con leggerezza e stile, la narrativa alle poesie. E’ un modo originale e personale per riportare i lettori, soprattutto i giovani, ad amare la prosa leggendo una storia avvincente scritta in maniera semplice e non banale. L’aggressività e l’irosità quasi patologica del protagonista, lo porteranno al fallimento del suo matrimonio e alla perdita del lavoro. Inizialmente Stefan non si rende conto della nuova realtà e pensa di utilizzare il tempo a propria disposizione, giornate intere, divertendosi ai tavoli da gioco oppure a bere al bar con gli amici combinando guai periodicamente. Col passare del tempo aumenta quel senso di inadeguatezza che lo spinge a diventare sempre più vulnerabile. Si trova coinvolto, suo malgrado, in un processo per aver fumato degli spinelli. Siamo negli anni Ottanta quando la legge non poneva distinzioni tra l’uso personale e le massicce quantità di spaccio degli stupefacenti. Stefan non si fa mancare nulla, nell’estate del 2001 vive sulla propria pelle l’estremismo esasperato del G8 a Genova. Una carezza violenta si riferisce anche allo schiaffo dato dal protagonista alla moglie nella fase ormai del disinnamoramento. Un gesto forte che fa riflettere sulla violenza contro le donne. Ogni storia è accompagnata da memorabili brani musicali.
L’erotismo, descritto in modo autentico e passionale, emana un profumo fluido quasi palpabile, creando una sinergia con il lettore. Le crisi di Stefan trovano delle risposte positive a teatro e nelle performaces, leggendo le sue poesie a voce alta. Ma non sveliamo tutto il racconto. L’autore, trovandosi disoccupato per un certo periodo, ha tramutato la sua disperazione e il senso di inutilità nella scrittura che è sfociata in questa opera prima. “Il poeta di strada”, come ama definirsi, ha raccontando le sue esperienze trasformandole in un lavoro di psicoterapia.
Un bel viaggio viaggio onirico nella forma più bella e melodiosa della lettura….

La sensualità disegnata da Angel Moreno rappresenta la “Brunella” del mio romanzo

Sostiene Pereira

L’estate porta sempre buoni libri e Sostiene Pereira è davvero una buona lettura per tenere sveglia la mente. Ho trovato molto pertinente il messaggio di Antonio Tabucchi, in linea con l’esperienza di Costruire Cultura. Perciò condivido questo articolo. Oggi possiamo scrivere liberamente, NON ovunque e forse troppo, ma per fortuna, siamo abbastanza liberi di esprimere un’opinione. Ma c’è stato un tempo, in cui sostenere un’idea, non era cosa da poco e richiedeva un impegno fuori dal comune, mettendo a rischio anche la vita stessa. Per arrivare a Voi cari lettori ho scelto alcune opere che rappresentano bene il disagio dell’uomo di fronte alle  alle occasioni della vita , come nel quadro “Lo que nos va quedando” di Angel Moreno Fernandez o il Pensatore di Rudi Biancardi; di entrambi troverete nel blog ricchi articoli specifici. Mi raccomando in fondo troverete lo spazio per i vostri commenti che mi aiuteranno nel migliorare la costruzione della cultura.

Questo è l’inizio del libro che vi presento nella mia personale recensione:

Sostiene Pereira di averlo conosciuto in un giorno d’estate. Una magnifica giornata d’estate, soleggiata e ventilata, e Lisbona sfavillava.

Pare che Pereira non stesse in redazione, non sapeva che fare, il direttore era in ferie, lui si trovava nell’imbarazzo di mettere su la pagina culturale, perché il Lisboa aveva ormai una pagina culturale, e l’avevano affidata a lui. E lui, Pereira, rifletteva sulla morte…

 

Sostiene Pereira, è una lettura emozionante, anche se inizialmente un lettore distratto potrebbe interromperla, ritenendola priva di situazioni intriganti e finalizzate. Ma qui non capita mai nulla?

In effetti egli potrebbe ricordarci altri antieroi neorealisti, cioè come quelle persone insignificanti, la cui vita non presenta sussulti degni di nota; rimando ai protagonisti di Italo Svevo che sono quasi contemporanei di Pereira, in realtà gli esempi potrebbero essere moltissimi, ma per brevità mi soffermo sull’autore triestino.

Sinceramente geniale il sintagma adottato da Tabucchi: Sostiene Pereira ripetuto in modo maniacale, che ci accompagnerà per tutta la durata del “film” raccontato. E’ ambientato nell’assolata Lisbona, negli anni di confusione politica Europea, prima del disastro che sarà la seconda guerra mondiale, nel 1934 durante la dittatura di Salazar.

La trama è infatti basata su questi riferimenti storici e il narratore ci farà capire come talvolta è importante avere un’ideologia, credere fermamente in questa, senza farci conquistare dal “sonno” cerebrale per amore di pace e tranquillità. Sostiene Pereira diventa così un nome, un protagonista suo malgrado, che cominciamo a conoscere dalle sue malinconie, dal suo vestire abiti nel tempo caldo e umido dell’estate, dentro quelle amabili limonate molto zuccherate, negli occhi vivaci dell’italiano Monteiro Rossi, nel fascino della sua fidanzata Marta. Pereira è un personaggio in dissolvenza, impegnato a scrivere senza far danni le sue recensioni, le sue traduzioni, sul quotidiano del pomeriggio, Il Lisboa, di cui dirige un po’ stancamente la rubrica letteraria. Tabucchi non nasconde l’impronta neorealista del suo personaggio in cerca di un’identità precisa, ma lo connota e lo dipinge pian piano nei suoi ragionamenti psicologici delle vere e proprie opere. Anche da qui l’uso delle opere gentilmente concesse dagli amici Rudi Biancardi e Angel Moreno Fernandez.

 

Angel Moreno Fernandez. Titulo: “Lo que nos va quedando” Tecnica: pigmentos tierra y piedra sobre lienzo + punto de luz. 145 x 100

 

 

 

Pereira assume Monteiro Rossi, perché ha bisogno di proteggerlo da qualcosa che non capisce, ma sente fortissimo il bisogno di offrirgli un’opportunità, legge e archivia i suoi necrologi così vitali e particolari come quello di Gabriele D’Annunzio, che definisce un guerrafondaio e di cui attacca con ferocia l’adesione al partito fascista e quello di Federico Garcia Lorca di cui elogia la denuncia delle barbarie del regime franchista, ma non li pubblica, temendo, a ragion veduta, la mannaia della censura del regime.

Ma quanto può essere terribile il nostro mondo?

“L’Urlo” Opera di Angel Moreno Fernandez

Avvelenato dal dubbio di essere controllati, obbligati dal sistema a pensare e agire in modo “allineato”. Da lì a poco l’Europa farà i conti con le leggi razziali. Abominio dell’umanità tutta. Questa l’evoluzione del malinconico protagonista che parla spesso alla foto della moglie precocemente scomparsa e questa le risponde pure. Da inetto analista critico della letteratura a testimone degli eventi che cambieranno le sorti del mondo di lì a poco. Così il dottor Cardoso non metterà in crisi soltanto la sua dieta, ma anche il suo pensiero, offrendogli la possibilità di mettersi in gioco con un’opinione consapevole e ragionata. E’ interessante la teoria della confederazione delle anime con la quale si definisce l’io come un gruppo di anime diverse. Predominerà l’individuo egemone. Sostiene, Pereira capirà a sue spese, in modo cruento e drammatico che i ragazzi Marta e Monteiro Rossi avevano ragione e la sua vita così piatta perdeva di significato, se la sua cultura non fosse divenuta il mezzo per la costruzione della libertà.

Forse tutto si può fare! Basta averne la volontà. “Cito Marta dal film”.

Così il libro termina, in modo violento con l’omicidio in casa di Pereira del povero partigiano e giornalista Monteiro, ammazzato di botte, da parte dei vigliacchi balordi della Polizia Politica. Pereira è maltrattato e umiliato. Ma capisce che la sua voce può fare ancora la differenza, così con un abile stratagemma, pubblicherà la storia sul Lisboa, nei suoi particolari più crudi e reali. L’inetto diviene l’eroe, anche se fuggirà dal Portogallo in un’Europa che comunque esploderà.

“Il pensatore” Opera immortale di Rudi Biancardi

Sostiene Pereira è anche un film di Roberto Faenza del 1995, interpretato da un magistrale Marcello Mastroianni, con la colonna sonora del Maestro Ennio Morricone.

locandina

La nuova recensione di Francesca Bellola per Alpifashionmagazine

La nuova recensione di Francesca Bellola per Una carezza VIOLENTA: http://alpifashionmagazine.com/journal/carezza-violenta-romanzo-andrea-bolfi/

Una carezza VIOLENTA

“Una carezza VIOLENTA” è un’autobiografia romanzata.

Gran parte delle storie raccontate le ho realmente vissute, da qui la scelta di adottare, nel narrato, la linea assai presuntuosa della prima persona.

Il protagonista Stefan Eluard è aggressivo, iroso, malato di violenza patologica. Situazione molto attuale. Egli cerca di reagire a cattive situazioni che lo portano al fallimento del matrimonio, alla perdita del lavoro, a causa del suo carattere. Dopo l’ennesimo avvenimento negativo troverà una risposta alle sue crisi nel teatro e nella performance – poesia letta a voce alta.

In ogni capitolo ho cercato di RI-sollevare e riprendere alcuni argomenti dei nostri tempi, non del tutto chiariti come il G8 a Genova, la violenza sulle donne, il gioco patologico, la difficoltà che hanno le persone a gestire la frustrazione dovuta a lunghi periodi senza lavoro e senza motivazioni, l’esagerata flessibilità lavorativa che porta all’annullamento dell’individuo.

Ho creato anche storie subordinate che raccontano di me con storie che ho ancorate alla mia pelle. Questo climax vi trasmetterà emozioni forti e spero solleverà dubbi. Confondendo spesso verso e racconto.

Tornando all’antico… ho voluto fortemente, unire la potenza della poesia, alla narrativa, per raccontare il romanzo sotto una doppia chiave di lettura. Non avrete svelato subito il personaggio, lo scoprirete avanzando nell’esperienza, violentandovi con lui.

Questo connota il romanzo sotto una luce unica per i nostri tempi. Ogni scena come una sceneggiatura è accompagnata da un’appropriata colonna sonora.

L’apporto dell’eros fa da collante e rappresenta un mio personale tributo (spesso ironico) alla poesia erotica.

Sono convinto che “Una carezza violenta” possa essere un romanzo svolta nel nuovo panorama italiano. D’altro canto, sogno… che Stefan Eluard abbia tutte le caratteristiche per affermarsi, come uno dei personaggi simbolo, talvolta anche in negativo, del nostro tempo.

Con grande determinazione e volontà egli saprà riprendersi dalle difficoltà, cercherà di cambiare sé stesso, ragionando sugli effetti partendo dalle cause.

Il libro nasce per essere letto a voce alta dall’inizio alla fine.

Siete pronti per la giromerenda?

AndreaBolfi/StefanEluard

 

Il romanzo può essere acquistato su amazon e suoi principali portali o richiesto all’autore

http://www.amazon.it/gp/product/B00NI96I88?keywords=bolfi&qid=1450817359&ref_=sr_1_1&s=books&sr=1-1

Copertina Una carezza.. copia

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