La Valle Maira è più di…

… un itinerario estivo, un luogo ameno dove trascorrere qualche giorno di quiete lontani dalla pazza folla. E’ un luogo d’eccellenza per il turismo alpino, uno scrigno nascosto con sentieri per il trekking per tutti; paesini d’alta montagna fioriti e lunghe e verdi vallate boscose per la felicità dei bikers più esigenti, una felice meraviglia per il palato. Non a caso la CNN ha inserito i “percorsi occitani” della Valle Maira all’interno dei 23 angoli più incontaminati del pianeta, nella speciale classifica stilata nell’Aprile 2019. C’è da crederci!

Zaino in spalla. Scarponi ben allacciati, cantando alla Valle.

E se non vi bastano i sentieri, i panorami mozzafiato, le pareti verticali dell’Oronaye e delle sue vie ferrate, del Brec de Chambeyron, potrete anche trovare tesori e gemme nascoste come gli affreschi del fiammingo Hans Clemer nella parrocchiale di Elva.

La parrocchiale di Elva

 

L’affresco di Hans Clemer nella parrocchiale di Elva


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In Valle Maira ancora oggi si parla la lingua occitana-provenzale: lingua romanza, definita per la prima volta come tale da Dante Alighieri nel De Vulgari Eloquentia insieme all’italiano e al francese. È riconosciuta in Italia come lingua minoritaria dal 1999 e che, anche grazie al suo isolamento, ha conservato peculiarità tipiche nella pronuncia e nel lessico.

E’ una valle selvaggia e incontaminata, dove la natura è indiscussa regina. Risalendo il territorio si incontrano in bassa valle frutteti e coltivazioni di grano e granoturco insieme a boschi di castagni, querce, robinie, nella zona media soprattutto faggi, mentre l’alta valle è caratterizzata da boschi di conifere fino ad arrivare a zone di pascolo e pietraie ad altitudini elevate, pinete di larici, con rarità botaniche come la stella alpina, l’achillea, il ginepro o la regina delle alpi. Nel finale d’estate, potrete raccogliere funghi porcini. Una valle che è il rifugio di una ricca fauna: lungo gli infiniti sentieri non è raro incontrare sul proprio cammino cervi e camosci, e vedrete volare alti nel cielo rapaci come la poiana magari inseguire rotonde e pacifiche marmotte. Anche diverse specie di rettili abitano la valle, come la vipera e la salamandra.

Dormire:

Abbiamo soggiornato ad Acceglio, nella famosa locanda occitana, dove avevo lavorato come sguattero nell’era del Pleistocene. L’accoglienza e la simpatia di Alessandro, Marina & team, è stata fantastica, ci hanno coccolato, per l’intera settimana di ferragosto, aiutandoci a scegliere gli itinerari giusti. Ho trovato delle piacevoli sorprese per quanto riguarda l’abitato di Chiappera: questa cittadina ai piedi del gruppo Castello – Provenzale è divenuto un giardino fiorito, con sullo sfondo lo splendido monolite, assolutamente tra le postcard da portare in città e ricordare con gusto nel lungo inverno. Anche il Vallone di Unerzio, merita una segnalazione: è bellissimo risalire i paesini con le baite e le malghe ristrutturate con il gusto dell’ambiente montano. Frere, Gheit, Chialvetta, Pratorotondo e Viviere, dove abbiamo pranzato benissimo nel rifugio.  A questo proposito vi segnalo di non partire impreparati e contattare l’ufficio informazione di Acceglio e gli autorevoli siti che presentano la valle: (invalmaira.it e visitvallemaira.it). Grazie anche all’ufficio informazione di Acceglio dove troverete personale molto preparato e accogliente.

Si staglia la Rocca Provenzale dall’abitato di Chiappera

L’interno del paese di Chiappera dopo i preziosi interventi di conservazione

La Valle Maira si trova a poche ore da Torino e Genova.

Adagiata tra le Alpi Cozie, vicino al confine francese, è attraversata dalla strada provinciale SP422, partendo da  Dronero, raggiungendo Stroppo, fino a Chiappera, passando dal capoluogo Acceglio.

La Valle Maira ha anche un ricco carnet di proposte estive, la proloco di Marmora mi segnala il “Val Mairo Chanto 2019” 11° Festival della coralità folkloristica alpina che si terrà a Marmora dal 31 agosto al 1 settembre. Per informazioni allego locandina dell’evento.

Panorama e relax dal rifugio di Viviere nel Vallone di Unerzio