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l'AlterBlog di Andrea Bolfi

Mese: Ottobre 2015

Per una nuova poetica sociale

Riceviamo e pubblichiamo ben volentieri, perchè in sintonia con il nostro scrivere, il messaggio di Mauro Milani.

Per una nuova poetica sociale. Troppo spesso la poesia si è chiusa in se stessa facendo dell’intimismo l’unica poetica che avesse il blasone di Poesia. Quasi sempre questo è coinciso con periodi di crisi, non solo economica ma soprattutto di una prospettiva di cambiamento sociale. E del resto, non può che essere così in società che si sclerotizzano con il solo fine di mantenere se stesse, il proprio gruppo di comando ed un sistema sociale che atomizza gli uomini e li mette “l’un contro l’altro armati”. Non solo in senso figurato ma anche utilizzando sempre più la guerra, non più “fredda” ma guerreggiata con la massima crudeltà, come mezzo di soluzione delle contraddizioni.

Uscire da questa concezione, dare una prospettiva di cambiamento sociale, non di rinnovamento di un sistema ampiamente inadeguato e nemico di milioni di uomini, donne, minori, rifugiati, della Natura, dell’Ambiente e della stessa Biodiversità, deve diventare sempre più il compito degli intellettuali e dei poeti. O almeno di quelli che non hanno mandato all’ammasso del conformismo e dell’asservimento al potere, la parte più “discriminante e discernente” del nostro essere.

Per questo, riteniamo che sia ora di uscire dall’intimismo fine a se stesso e fare del proprio io e della propria esperienza un paradigma di esistenza sociale. Anche il modo di scrivere, che noi riteniamo possa essere non più solo individuale ma comune fra due o più persone, può essere un modo per uscire dal chiuso di sé e diventare un mezzo di aggregazione a cominciare dal basso, dall’individuo e/o da comunità. La poesia è un’arma troppo importante perché possa essere solo un insieme di rime o un tentativo d’introspezione psicologica.

Ben venga il sentimento e la ricerca di sé ma in una prospettiva nella quale il singolo è solo un piccolo pezzo di una necessità di cambiamento radicale della società, dei rapporti fra uomini, fra uomo e la Vita in ogni sua forma, nella necessità di rendere la Democrazia non più una vuota parola, nella quale chi decide realmente non si conosce nemmeno, ma un modo per far si che possa essere portatrice dell’interesse dell’umanità a sopravvivere a sé stessa ed al profitto immediato, vero cancro che sta distruggendo le nostre speranze di Futuro.

Mauro Milani, Milena Tonelli e tutti coloro che vogliono sottoscriverlo.

Genova – Castelnuovo Rangone, 30/05/2015.
[email protected]
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Pezzi

Decostruito è Spazio

pezzi di presente

hipster sempre

mescolati con antiche mura.

 

La piazza si trasforma

ora è schermo,

vetro che talvolta s’infrange

e diventa tagliente.

 

Da un lato un giovane

s’apposta e mi dice:

“hai tutto, io non ho voce”.

 

Ma io son lui,

lo specchio s’increspa

non mente atroce

quel quadro di Pollock.

 

E’ caos il presente

c’è chi gode,

chi fugge

mentre il Re

ci scruta, ci deride

quando d’Arianna

cerchiamo d’intrecciar

le file.

liquirizia

Ladro di sguardi

Madre ascolta l’urlo

Di un figlio graffiato

Da sogni traslati e remote gioie

 

Ogni ricordo possiede un suono

Sordo come appuntamenti mancati

Lei non baciata sotto l’impronta rosa della luna

 

Oggi c’è una coperta in cielo

Tirata mi lascia sgomento

Eppure vorrei la sabbia e prenderti lì

 

E’ passato il tempo e Dio

Ogni tanto si è sporto

Per annusare l’odore della sosta

 

Mi ha intravisto a Parigi perso

A Mumbai sulla spiaggia di cromo

Dilaniato dal dubbio

 

Volgendo lo sguardo al suicidio

Sbranato dai misteriosi segreti

Ibisco e pervinca intensi in foto

 

Spesso viaggio su pareti del tramonto

Sarò danza d’ombra

Terzo tempo del silenzio

 

Bacio di promessa proposta di fuga

Carezze nitide e pelle di mare

Materia e sguardi furtivi

 

Intanto sento dentro vetro e vuoto

Le tue lentiggini

Sentieri di luce per decollare

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